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Paragrafo 11 . Il ritorno della borghesia moderata.

     
I  termidoriani,  ossia  coloro  che nel  mese  di  termidoro  avevano
eliminato Robespierre, erano in gran parte espressione della borghesia
moderata,  nella quale si distinguevano commercianti,  imprenditori  e
affaristi; molti di loro si

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erano  nel  frattempo arricchiti con le forniture militari, l'acquisto
dei beni nazionali e le speculazioni monetarie, ed erano desiderosi di
una  stabilizzazione politica e di un governo non  condizionato  dalla
pressione popolare, oltre che di una pacificazione interna.  La  nuova
maggioranza   al   potere  non  oper  pertanto   modifiche   profonde
nell'assetto  istituzionale  repubblicano,  ma  lo  liber  da  quelle
strutture  che  avrebbero potuto favorire nuove  svolte  dittatoriali:
vennero notevolmente ridotti i poteri del Comitato di salute pubblica,
fu  soppressa  la  Comune rivoluzionaria di Parigi, vennero  riammessi
nella Convenzione i girondini superstiti, fu decretata la chiusura dei
club  giacobini,  fu  abolito il tribunale  rivoluzionario  e  vennero
riaffermate la libert di culto e la separazione tra stato e Chiesa.
     La  fine  della  dittatura  giacobina, per,  scaten  anche  una
reazione  violenta contro i protagonisti e i sostenitori  del  passato
regime. A Parigi bande di giovani appartenenti alle classi benestanti,
la    cosiddetta   "giovent   dorata",   organizzarono    aggressioni
indiscriminate  nei  confronti di sanculotti e  giacobini.  In  alcune
province,   specialmente  in  quelle  meridionali,  vennero   compiuti
massacri  del  tutto  simili a quelli dei tempi di  Robespierre;  essi
furono  in gran parte promossi da monarchici e per questo, dal  colore
della  bandiera  borbonica, il fenomeno sar ricordato  come  "terrore
bianco".
     In  campo  economico  i termidoriani si affrettarono  ad  abolire
qualsiasi  legge  e  provvedimento che limitasse  il  libero  sviluppo
dell'attivit economica, a partire dal calmiere generale  dei  prezzi.
Il  ritorno  alla  piena  libert del commercio  favor  imprenditori,
commercianti  e affaristi, ma infiamm la protesta popolare.  Infatti,
la  speculazione  e l'accaparramento, resi possibili  dall'assenza  di
regolamentazione e di controllo, uniti ad un'inflazione  galoppante  e
ai cattivi raccolti, causarono grosse difficolt di rifornimento e uno
spaventoso rialzo dei prezzi, quasi raddoppiati da gennaio  ad  aprile
del 1795. Esasperato dal crescente disagio economico, ancora una volta
il  popolo parigino insorse: i tumulti iniziarono nell'aprile del 1795
e  si  ripeterono alla fine di maggio, quando la folla invase le  sale
della  Convenzione gridando "pane e costituzione del 1793".  Privi  di
un'organizzazione  unitaria  e  di  una  coerente  guida  politica,  i
sanculotti   caddero  rapidamente  sotto  i  colpi  di   una   brutale
repressione, attuata con l'impiego dell'esercito, che si apprestava  a
diventare  un elemento indispensabile per il mantenimento dell'ordine,
a sostegno del potere della borghesia moderata.
     Mentre   reprimevano  duramente  le  sollevazioni   popolari,   i
termidoriani avviarono trattative di pace con le potenze europee.  Tra
aprile  e  luglio 1795 la Francia riusc a concludere la pace  con  il
granducato  di  Toscana, la Prussia, la Spagna e l'Olanda;  continuava
ancora il conflitto con Austria e Inghilterra.
     La  stabilizzazione interna non poteva non fondarsi su  un  nuovo
assetto  istituzionale;  a  tale scopo nell'aprile  del  1795  si  era
insediata  una  commissione incaricata di  redigere  una  nuova  carta
costituzionale; essa concluse i suoi lavori alla fine di giugno  e  la
nuova costituzione venne approvata dalla Convenzione il 22 agosto.
     La  "costituzione dell'anno terzo" era la pi moderata fra le tre
approvate  nel  corso della Rivoluzione.  I principi  pi  democratici
presenti  nel  testo  del 1793 erano scomparsi; il  diritto  di  voto,
attribuito  in  base  al censo ed esercitato con  elezioni  di  doppio
grado, interessava poche decine di migliaia di cittadini
     
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     su  una popolazione di 25 milioni. Il parlamento era formato  dal
Consiglio  dei  cinquecento, incaricato di  elaborare  e  proporre  le
leggi,  e  da  un  Consiglio degli anziani,  che  le  approvava  o  le
respingeva;  il  potere  esecutivo  era  assegnato  a  un  Direttorio,
composto di cinque membri designati dal parlamento.
     Mentre   si   svolgeva  il  dibattito  sulla  costituzione,   era
cresciuta  l'opposizione  monarchica;  in  Bretagna,  alla   fine   di
giugno, i ribelli realisti, affiancati da schiere di emigrati sbarcati
sulla  costa da navi inglesi, avevano tentato una sollevazione. Questa
era  stata prontamente soffocata dall'esercito repubblicano, ma  aveva
comunque  alimentato la preoccupazione della borghesia  moderata,  che
temeva un successo dei monarchici alle imminenti elezioni per i  nuovi
organi  costituzionali.  Per  questo la  Convenzione,  contestualmente
all'approvazione della costituzione, vot anche un decreto in base  al
quale  due terzi dei membri delle nuove camere avrebbero dovuto essere
deputati della Convenzione stessa.
     Sottoposta  a  plebiscito nel mese di settembre, la  costituzione
fu  approvata  a larga maggioranza, ma la partecipazione  al  voto  fu
assai ridotta; fortemente contestato fu il decreto sui due terzi,  che
venne  comunque  confermato. I monarchici allora, il 5  ottobre  1795,
tentarono  un'insurrezione nella stessa Parigi,  ma  vennero  dispersi
dalle cannonate delle truppe governative, comandate, fra gli altri, da
Napoleone Bonaparte.
